Casella PEC

Dati generali

Distanza da Brescia: 17 km
Superficie: 2.214 ettari (22,14 Kmq)
Altitudine: mt 133 slm/min – mt 297 slm/max
Prefisso telefonico: 030 C.A.P.: 25046
Popolazione: 10.985 abitanti
(aggiornato al 03/03/2015)
Provincia: Brescia
Confini: Nord: Adro e Cortefranca; Sud/Est:
Travagliato; Est: Passirano; Ovest: Rovato ed
Erbusco
Centri abitati: Barco, Bornato, Calino,
Cazzago, Costa, Pedrocca.

NOTIZIE DI CARATTERE STORICO

L’attuale comune nasce dall’unione, avvenuta nel 1927, di tre precedenti comuni: Cazzago, Bornato e Calino, ciascuno con una sua storia.

Il periodo romano è attestato dal ritrovamento di lapidi a Cazzago e a Bornato, oltre che dai resti di una villa romana individuata in località “Tre Mur”. Il culto di San Martino avvalora l’ipotesi di una dominazione dei Franchi a Cazzago, dove ebbe forse beni il monastero bresciano di San Salvatore.

Le terre passarono poi ai Cluniacensi e al vescovo di Brescia, che ne infeudò la famiglia che, prendendo nome dal paese (già munito di castello intorno al 1050), si chiamò Cazzago e, attraverso acquisti successi divenne nel ‘700 proprietaria di tutte le case dentro il castello.

Bornato crebbe intorno alla pieve, oggi diroccata, costruita probabilmente su una precedente risalente intorno all’anno 1000. Nel “castrum” dominava la famiglia Bornati (di cui due membri furono abati a Serle nel 1053 eneI1130), potente al punto da impadronirsi del castello al decadere del comune.

Analogamente, secondo la tradizione, i Calini (dai quali provengono un console di Brescia nel 1107 ed un priore dei consoli nel 1110) sarebbero prevalsi nel “castrum” di Calino, il distacco della cui parrocchia dalla pieve di Bornato è documentato in una bolla del 1279. Nella zona si erano intanto imposti i Martinengo.

Nel 1438 Bornato (dov’era comandante Antonio Martinengo) e Cazzago rimasero fedeli a Venezia, resistendo all’assalto delle truppe milanesi del Piccinino. Giunse in soccorso il Gattamelata, che però, dopo uno scontro sulla strada tra Calino e Bornato, fu costretto a ritirarsi e a cedere il terreno.

Nel 1610 il Lezze citava i “perfettissimi vini” che si ottenevano dalle vendemmie di Cazzago. Alla morte di Francesco I imperatore d’Austria (1853) il parroco di Cazzago, Isidoro Toccagni, fu denunciato al vescovado per averne celebrato le esequie senza la dovuta solennità.