L'attuale
comune nasce dall'unione,
avvenuta nel 1927, di
tre precedenti comuni:
Cazzago, Bornato e Calino,
ciascuno con una sua storia.
Il periodo
romano è attestato
dal ritrovamento di lapidi
a Cazzago e a Bornato,
oltre che dai resti di
una villa romana individuata
in località “Tre
Mur". Il culto di
San Martino avvalora l'ipotesi
di una dominazione dei
Franchi a Cazzago, dove
ebbe forse beni il monastero
bresciano di San Salvatore.
Le terre
passarono poi ai Cluniacensi
e al vescovo di Brescia,
che ne infeudò
la famiglia che, prendendo
nome dal paese (già
munito di castello intorno
al 1050), si chiamò
Cazzago e, attraverso
acquisti successi divenne
nel '700 proprietaria
di tutte le case dentro
il castello.
Bornato
crebbe intorno alla pieve,
oggi diroccata, costruita
probabilmente su una precedente
risalente intorno all'anno
1000. Nel “castrum” dominava
la famiglia Bornati (di
cui due membri furono
abati a Serle nel 1053
eneI1130), potente al
punto da impadronirsi
del castello al decadere
del comune.
Analogamente,
secondo la tradizione,
i Calini (dai quali provengono
un console di Brescia
nel 1107 ed un priore
dei consoli nel 1110)
sarebbero prevalsi nel
"castrum" di
Calino, il distacco della
cui parrocchia dalla pieve
di Bornato è documentato
in una bolla del 1279.
Nella zona si erano intanto
imposti i Martinengo.
Nel 1438
Bornato (dov’era comandante
Antonio Martinengo) e
Cazzago rimasero fedeli
a Venezia, resistendo
al’assalto delle truppe
milanesi del Piccinino.
Giunse in soccorso il
Gattamelata, che però,
dopo uno scontro sulla
strada tra Calino e Bornato,
fu costretto a ritirarsi
e a cedere il terreno.
Nel 1610
il Lezze citava i “perfettissimi
vini” che si ottenevano
dalle vendemmie di Cazzago.
Alla morte di Francesco
I imperatore d’Austria
(18539 il parroco di Cazzago,
Isidoro Toccagni, fu denunciato
al vescovado per averne
celebrato le esequie senza
la dovuta solennità. |